La borsite trocanterica è una condizione infiammatoria che si manifesta con un tipico dolore cronico laterale, spesso intermittente, localizzato a livello del grande trocantere, della coscia laterale e della regione glutea.
Il dolore è evocabile alla palpazione e può associarsi a ipofunzione dell’arto inferiore in alcuni movimenti.
Nei casi più evidenti possono essere presenti i quattro segni cardinali dell’infiammazione: dolore, calore, eritema ed edema.
Il paziente riferisce generalmente un peggioramento della sintomatologia durante la notte, quando dorme sul lato affetto,
nei primi passi dopo essersi alzato da una sedia, quando si accovaccia o rimane seduto con le gambe accavallate, durante la deambulazione prolungata, nel salire le scale o durante la corsa.
L’articolazione dell’anca è stabilizzata e mobilizzata da diversi gruppi muscolari, distinti in abduttori, adduttori, intrarotatori ed extrarotatori; è importante sottolineare che questi muscoli non svolgono un’unica funzione, ma agiscono in sinergia contribuendo alla stabilità dinamica del bacino durante il carico monopodalico e la deambulazione.
Attorno al grande trocantere sono presenti tre principali borse sierose: la borsa del sottogluteo massimo, la borsa del sottogluteo medio, la borsa del sottogluteo minimo.
Queste strutture hanno la funzione di ridurre l’attrito tra la prominenza ossea del grande trocantere e i tendini dei muscoli glutei, nonché tra la bandelletta ileotibiale e il tensore della fascia lata, svolgendo un ruolo di ammortizzazione e facilitando lo scorrimento dei tessuti.
La patologia presenta una maggiore prevalenza nel sesso femminile, in particolare tra i 40 e i 60 anni, ma è frequente anche nei soggetti con : lombalgia cronica, eterometria degli arti inferiori, osteoartrosi dell’anca, sovrappeso o obesità.
La causa più comune è l’attrito ripetitivo tra il grande trocantere e la bandelletta ileotibiale, che determina microtraumi a carico dei tendini dei muscoli glutei inseriti sul trocantere.
Questo processo può portare a infiammazione locale, degenerazione tendinea (tendinopatia glutea) e aumento della tensione della bandelletta ileotibiale, instaurando un circolo vizioso doloroso.
Il trattamento deve essere personalizzato, è fondamentale: ridurre il peso corporeo nei soggetti in sovrappeso; correggere eventuali alterazioni posturali o disfunzioni biomeccaniche; modulare i carichi funzionali.
Il percorso fisioterapico può includere: terapie fisiche strumentali (ultrasuoni, laser, tecar, magneto, crio); tecniche di massaggio trasverso profondo ed esercizi eccentrici.




