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PUBALGIA

2026-02-12 18:31

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RIABILITAZIONE,

PUBALGIA

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La Pubalgia è una patologia dolorosa e invalidante, si tratta di un’infiammazione muscolo-tendinea che interessa i punti di inserzione sull’osso pubico di diversi muscoli: adduttori, pettineo, piramidale, retti addominali, obliqui e trasversi addominali.

Questa patologia è molto diffusa tra gli sportivi, per il continuo sovraccarico funzionale nella zona interessata, ma può colpire anche chi non pratica sport, in questi casi la causa riguarda squilibri posturali (iper-lordosi o ipo-lordosi, scoliosi, dismetria o eterometria al bacino); in alcuni casi colpisce anche le donne, soprattutto in gravidanza, come conseguenza dell’accentuazione della retroversione del bacino. 

In base ai sintomi spesso la pubalgia viene confusa con altre patologie che possono determinare una sintomatologia dolorosa simile a tale livello, ad esempio: una sindrome neurologica delle radici sensitive, una debolezza della parete addominale o della parte posteriore del canale inguinale, artrosi dell’anca, un’ernia inguinale o altre patologie uro-genitali. 

Come primo intervento è utile un’ecografia associata ad un esame clinico e l'esecuzione di alcuni test muscolari (passivi), poi se è necessario si approfondisce con una RX o con una RMN al bacino. 

In alcuni casi è necessario consultare anche altre figure specialistiche, neurologo, chirurgo addominale, urologo o ginecologo, per escludere la presenza di patologia di loro competenza. 

In queste circostanze la prima cosa da fare è correggere e se è possibile eliminare le cause meccaniche infiammatorie attraverso l’individuazione delle eventuali posture scorrette, e facendo uso di rialzi o plantari riequilibrare il carico corporeo modificando la distribuzione sugli arti inferiori, il tutto è realizzabile dopo aver fatto un Esame Posturale. 

In un primo periodo, più o meno prolungato, si associa il riposo e la riduzione del carico; è sconsigliato il riposo completo, perché l’inattività provoca, a livello delle strutture tendinee, gli stessi effetti del sovraccarico. 

Successivamente  si procede con un trattamento fisioterapico con: Tecar, Laser, Magneto, Crioterapia, Taping, Ultrasuoni, associando esercizi di allungamento muscolare e massaggio fasciale. 

Una volta risolto il problema e individuate le anomalie posturali se è utile si passa all’uso dei Plantari per evitare la ricomparsa della patologia.